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A un grande bevitore, durante il pranzo, venne offerta dell’uva come dessert. “Grazie’, rispose, spingendo il piatto lontano da lui, “ma non ho l’abitudine di prendere il mio vino in pillole”.
(Anthelme Brillat-Savarin)

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Le premesse meteorologiche già lasciavano presagire una dura impresa. I giorni che precedono l’evento sono carichi di tensione. Qualcuno professa acqua a catinelle, altri colate laviche, altri colate a picco (di bicchieri in mano a Toast, Tox, Tosc che dir si voglia).

Ma tutti si presentano carichi alla partenza, quest’anno posizionata al Mercato Coperto di Mendrisio, che si rivelerà croce e delizia di questa Mangialonga 2015. Il percorso si snoda su 9 km circa e tocca luoghi davvero incantevoli (tra i quali non si può non citare il Colle degli Ulivi, Obino e le cantine Parravicini).

Team Muschio: Muschio-Tox-Jack-Suarz-Wilson-Sonia G (scritta giusta)-Sara Vizz-Laura Ferrari Contessa Serbelloni vien dal Mare-Chiara Ferrari-Samy Moky Midali. 
Special Guests: suocero-Andrea Gerlazzi-Suarz Girl-Büuuuuuuuuuuuti
In pensiero speciale per gli assenti: Silvio-Piff-Ale Alder
Alla partenza ritroviamo anche il Gruppo Balletto+Durini M che ritroveremo spesso durante la Mangialonga. 
Il programma già prometteva bene. Pronti via e si iniziano le danze. Tobia sfoggia un improponibile abbigliamento costituito da calzoni corti e scarponi della guerra del ’14-’18. Le calze puzzano ancora di polvere da sparo.Come al suo solito ha da ridire sul mio di abbigliamento (però, in effetti i calzoni corti a 3/4 sono inguardabili).
Ritiriamo come da prassi il nostro armamentario (set mangialonga con bicchiere, mantellina pioggia, pin, deplian,..) e grazie al Omone della Sicurezza riusciamo a fare le prime foto. Come già al Carnevale il posizionamento richiede svariati minuti. Partiamo verso la prima tappa. Non facciamo nemmeno a tempo a muovere le prime scoregge di rito che é già arrivata. Caffé, treccia e miele. Qualcuno già (s)corregge il caffé, più in là si vedranno i risultati.
Passando tra le vie di Mendrisio giungiamo alla seconda tappa (la tappa “fiatella”) sotto una pioggerella pungente che ci costringe ad indossare le mantelline. E’ proprio in questa prima tornata di mantelline che la Lau mostra a noi tutti una splendida mantellina in lana Merino Gattuso reduce dall’ultimo Woodsto..x. Complimenti! In questa tappa (perché bassa) assaporiamo i primi vini e la schiacciatina ai profumi della Valle intinta nelle cipolle. Le mosche già presenti intorno a noi causa le calze di Tosc ora sembrano intenzionate, dopo questa prima degustazione, a partire per le vacanze.

  

 

Ma é ora di affrontare la prima salita. Qualcuno sta per mollare (e non solo a livello di sforzo fisico ma anche chimico) ma giungiamo sani e salvi alla terza tappa dove ci aspettano prosciutti e vini del Trapletti. Siamo all’interno di una corte vecchiotta ma incantevole nei pressi di Corteglia. La musica del Gruppo Otello ci rende la permanenza ancora più piacevole. Nel frattempo i gruppi che sono partiti dopo di noi ci hanno già quasi raggiunto.
La quarta tappa richiede qualche minuto ma giungerà di li a poco. Siamo alla Cantina del Cadenazzi. Qui qualcuno assapora più e più volte il vino. Questo lo aiuterà e non poco durante il viaggio. I primi cori pro-piotta impazzano già. Mancano solo i fumogeni di Piff. Li cerchiamo nascosti nel bosco ma non li troviamo, i Pet(o)ardi però li abbiamo e ci fanno da metronomo durante il percorso. Dopo la classica limonata di rito di Suarz e con non poca fatica riesco a ricompattare il gruppo. Una tappa obbligata segue per la pipì tra l’aglio orsino..L’età avanzata ha delle esigenze fisiologiche..Alcuni guardoni spiano e urlano da lontano (tox, jack, suarz).
Modello Ciubecca Flower Power

Fertilizzante naturale

Per la quinta tappa ci troviamo non troppo distante dal Loverciano presso un Azienda Agricola. Per giungerci abbiamo dovuto affrontare una salita dopo il Nebian Pub che ci ha resi consci che durante le gite é meglio bere acqua. Ma comunque… Ci sono i rinomati formaggini Poma. Peccato per la meteo che ci costringere a rimanere un poco riparati. Dopo esserci riempiti la bocca di aglio orsino dando alla fiatella nuovi stimoli importanti ripartiamo alla volta della tappa seguente. Dobbiamo affrontare una salita tra i sentieri che metti un po’ in crisi qualcuno. I cori sono aumentati. 
La sesta tappa é leggera: polenta e spezzatino con vino. Giusto quello che ci vuole per ripartire belli carichi. Nel frattempo i gruppi che ci seguivano ora ci precedono.
“Andiamoooooooooooooo” + coro pro-ambri piotta in mezzo ad un capannello nutrito di persone intente a parlare e mangiare. Sguardi diffidenti, scuotimenti di testa. Ripartiamo nella perplessità generale dei presenti.E’ credo-suppongo in questa occasione che Jack sta per scatenare una rissa con vari astanti; un’auto e un signore (forse innervosito dai precedenti cori e/o forse un HCluganese) a cui batte una pacca sulla spalla. In sua difesa abbiamo già in mano i Bengala prestati da Piff nascosti nel vano motore dell’Ape Car di Toast del Fero Vecio de la Mecanica de Precision e il falcetto che Wilson utilizza per tagliarsi la barba.
Acquetta S.L.P, Bisogni o Fatica?

 

Giungere alla settimana tappa non é cosa da poco. Impieghiamo un po’ di tempo in quanto ne perdiamo parecchio a muover la “lapa” per strada. Ma la meta (sosta sette) vale il viaggio.
“Forza…c’é la Birra” – incito così il gruppo che quasi non mangiasse da tre mesi aumenta l’andatura (ndr: questa la versione giornalistica). Giungiamo alla Chiesetta di Obino dove ritroviamo il Birrificio di BioSta (San Martino), degli spiedoni di frutta (che avrei anche evitato) e i corni delle Alpi. 
Per pura pietà i suonatori offrono il loro corno a Jack, Tosck e Stuart Little che si cementano in alcuni acuti improponibili. I posteri diranno che il corno é stato portato all’autolavaggio e ripulito con l’idropulitrice in seguito ai liquori presenti al suo interno.. 

La tappa otto non é per nulla soddisfacente (dovere di cronaca). Un pesciolino davvero scarso e che si trova nei più comuni banchi di supermercati. Per giungere a questa sosta impieghiamo anche qui molto tempo. Le classiche fermate per bisogni fisiologici si moltiplicano. Il gruppo si é sfaldato.
Al contrario, le tappe che seguono (tranne l’ultima) meritano sicuramente un plauso. La tappa nove é incastellettonata presso le cantine Parravicini a Corteglia. Una bellissima sosta un po’ rovinata dalla pioggerellina che dapprima innocente poi si fa sempre più incazzata. Ravioloni all’aglio orsino..Tutti fanno il bis. Qualcuno é timido ma dopo una “gorada” di vino non cincischia e fa il tris. Il vino arriva alla testa. La fiatella ha raggiunto livelli di calzette dopo la marcia dei 20 km di militare. Il morale é alto. Gli occhi sono lucidi. La mantellina Lau si ripropone in tutto il suo splendore.

La tappa dieci (a mio modo di vedere) é la più bella di questa Mangialonga 2015. Giungiamo con il gruppo oramai sfaldato in 8-10 pezzi al Colle degli Ulivi sopra Coldrerio presso un casolare-villa dove la Vineria dei Mir ha previsto i dolci “I Nostrani del Ticino” con abbinamento vini Collivo.
Il gelato é ottimo, la torta di pane anche. Il vino si accompagna bene. Qui ritroviamo un gruppo musicale che ci accompagna con note di canzoni di un tempo. Il tempo é clemente..Qui ci intratteniamo per lungo tempo finché non ci accorgiamo che forse é ora di levare le tende. Il luogo oramai si é popolato di molti dei gruppi partiti che ci hanno raggiunto e superato. Siamo scandalosi (nel senso buono del termine).
Tappa undici al Banchette deludente. Sotto la pioggia una grappa alla liquirizia scarsa (senza offesa per il produttore). Qualcuno si intrattiene mentre alcuni di noi si dirigono versa la fine della gita con il sogno del divano impresso nella mente. Sonia e il Buti devono andare a Berna a vedere gli Orsi..non li invidio. Ma quanto a noi.. Mai sottovalutare queste manifestazioni!
Rush finale dai grandi numeri. Il tavolo non c’é. Accidenti. Il mercato coperto é già bien pienotto di gente. Finalmente si libera un tavolo. Il duo Moki-Lau ci tenta con il vino del Cadenazzi (Carla) e Gerli procura il Salame..Pericoloso preludio a quel che sarà il seguito. Giunge un conoscente di Gerli (tale Sisini) con vassoio e grappa. Ne assaporiamo una-due e forse tre. Il suocero oramai é entrato in una dimensione a 3D e dopo poco va a casa. Sara Vizz tenta di andare a casa ma viene placcata e ritarderà la sua partenza. Ritroviamo alcuni NCS e assistiamo ad un incessante dibattito Albisetti Chia-Castelletti Simone. 

 

La birra a contorno ci crea scompensi….”Gerli dobbiamo andare”. Dopo varie proroghe finalmente salutiamo. L’alternativa al coma etilico assicurato e la via del ritorno a piedi. Io e Gerli ci incamminiamo verso Stabio, attraverso i boschi di Genestrerio. Giungeremo verso le 21:10 a casa. Il resto del gruppo é rimasto al Mercato Coperto. Che il Dio Bacco abbia cura di loro.
Una giornata da incorniciare. Divertentissima edizione 2015 anche grazie ai presenti. 
Muschio
Punto Nero di Toast
Capello Bianco di Gerli
Punto Croce di Laura
Peppa Pig di Chiara
Lavapiatti di Sara Vizz
Papi di Stuart
Clint Eastwood di Jack
Laringoiatra di Winston
Sodastream di Sonia con la “i”
Mandolino di Büti
Terza Gamba di Silvio
Barbapapa’ di Moki
Terzo Incommodor 64 di Piff
alegher